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Dal Memorandum di Luigi Einaudi
 Corti
e tribunali speciali, giudici di eccezione non debbono esistere. Il solo
magistrato ordinario, differenziato eventualmente per competenza, deve
giudicare. E deve essere indipendente. Nominato dal re, giudicante in nome del
re, ma indipendente dal re, dal potere esecutivo e da quello legislativo. Un
Paese nel quale i giudici non siano o non si sentano davvero indipendenti, che
non siano chiamati a giudicare in nome della pura giustizia, anche contro le
pretese dello stato, è un paese senza legge pronto a piegare il capo dinanzi al
demagogo primo venuto, al tiranno, al nemico. Il presidio maggiore dei
cittadini in Inghilterra è l’indipendenza della magistratura. La celebre
risposta del mugnaio di Sans Souci a Federico II, il quale voleva le sue terre: «Ci
sono dei giudici a Berlino!» è la prova che quella prussiana era una
società sana.

Ultima Notizia
Poltrona scomoda
C’era una volta la terza carica
di Francesco Blasilli
08 Settembre 2010 - Interni
C’era un tempo in cui la Presidenza della Camera era
una sorta di trampolino di lancio per chi la occupava. Non che quella che è
chiamata terza carica dello stato sia una poltrona scomoda, ma – come dice la
stessa definizione – è “terza” quindi è evidente che ne esistono di più comode,
come la seconda o addirittura la prima.
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Ultimo Documento
Bussola Istituzionale
Bussola
istituzionale
Scritto da Davide Giacalone
martedì 07 settembre 2010
C’è chi, specialmente commentatori tradizionalmente schierati a
sinistra, ha colto nelle parole di Gianfranco Fini un’encomiabile tensione
istituzionale, una giusta preoccupazione per gli equilibri costituzionali. A me
sembra l’esatto contrario: le sue tesi sono politicamente legittime, la sua
denuncia di scarsa dialettica e democrazia interna al partito che lo ha eletto
è fondata (magari poteva accorgersene prima, magari poteva considerare che egli
stesso dirigeva in quel modo il suo partito), ma il ruolo che ricopre
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