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Fini vistto da Oriana Fallaci su
"Farà sponda
alla sinistra". La profezia sui tradimenti di Fini
Scritto da Oriana Fallaci
venerdì 23 luglio 2010
il
Giornale - «Signor Vicepresidente del Consiglio, Lei mi ricorda Palmiro
Togliatti. Il comunista più odioso che abbia mai conosciuto, l’uomo che alla
Costituente fece votare l’articolo 7 ossia quello che ribadiva il Concordato
con la Chiesa Cattolica. E che pur di consegnare l’Italia all’Unione Sovietica
era pronto a farci tenere i Savoia, insomma la monarchia. Non a caso quelli
della Sinistra La trattano con tanto rispetto anzi con tanta deferenza, su di
Lei non rovesciano mai il velenoso livore che rovesciano sul Cavaliere, contro
di Lei non pronunciano mai una parola sgarbata, a Lei non rivolgono mai la
benché minima accusa. Come Togliatti è capace di tutto. Come Togliatti è un
gelido calcolatore e non fa mai nulla, non dice mai nulla, che non abbia ben
soppesato ponderato vagliato per Sua convenienza. (E meno male se, nonostante
tanto riflettere, non ne imbrocca mai una). Come Togliatti sembra un uomo tutto
d’un pezzo, un tipo coerente, ligio alle sue idee, e invece è un furbone. Un
maestro nel tenere il piede in due staffe. Dirige un partito che si definisce
di Destra e gioca a tennis con la Sinistra. Fa il vice di Berlusconi e non
sogna altro che detronizzarlo, mandarlo in pensione. Va a Gerusalemme, con la
kippah in testa, piange lacrime di coccodrillo allo Yad Vashem, e poi fornica
nel modo più sgomentevole coi figli di Allah. Vuole dargli il voto, dichiara
che “lo meritano perché pagano le tasse e vogliono integrarsi anzi si stanno
integrando”.
Quando ci sbalordì con quel colpo
di scena ne cercai le ragioni. E la prima cosa che mi dissi fu: buon sangue non
mente. Pensai cioè a Mussolini che nel 1937 (l’anno in cui Hitler incominciò a
farsela col Gran Muftì zio di Arafat) si scopre «protettore dell’Islam» e va in
Libia dove, dinanzi a una moltitudine di burnus, il kadì d’Apollonia lo riceve
tuonando: “O Duce! La tua fama ha raggiunto tutto e tutti! Le tue virtù vengono
cantate da vicini e lontani!”. Poi gli consegna la famosa spada dell’Islam. Una
spada d’oro massiccio, con l’elsa tempestata di pietre preziose. Lui la
sguaina, la punta verso il sole, e con voce reboante declama: “L’Italia
fascista intende assicurare alle popolazioni musulmane la pace, la giustizia,
il benessere, il rispetto alle leggi del Profeta, vuole dimostrare al mondo la
sua simpatia per l’Islam e per i musulmani!”. Quindi salta su un bianco
destriero e seguito da ben duemilaseicento cavalieri arabi si lancia al galoppo
nel deserto del futuro Gheddafi.
Ma erravo. Quel colpo di scena
non era una reminiscenza sentimentale, un caso di mussolinismo. Era un caso di
togliattismo cioè di cinismo, di opportunismo, di gelido calcolo per procurarsi
l’elettorato di cui ha bisogno per competere con la Sinistra e guidare in prima
persona l’equivoco oggi chiamato Destra.
Signor Vicepresidente del
Consiglio, nonostante la Sua aria quieta ed equilibrata Lei è un uomo molto
pericoloso. Perché ancor più degli ex democristiani (che poi sono i soliti
democristiani con un nome diverso) può usare a malo scopo il risentimento che
gli italiani come me esprimono nei riguardi dell’equivoco oggi chiamato
Sinistra. E perché, come quelli della Sinistra, mente sapendo di mentire.
Pagano-le-tasse, i Suoi protetti islamici?!? Quanti di loro pagano le tasse?!?
Clandestini a parte, spacciatori di droga a parte, prostitute e lenoni a parte,
appena un terzo un po’ di tasse! Non le capiscono nemmeno, le tasse. Se gli
spiega che servono ad esempio per costruire le strade e gli ospedali e le
scuole che anch’essi usano o per fornirgli i sussidi che ricevono dal momento
in cui entrano nel nostro paese, ti rispondono che no: si tratta di roba per
truffare loro, derubare loro. Quanto al Suo vogliono-integrarsi,
si-stanno-integrando, chi crede di prendere in giro?!?
Uno dei difetti che
caratterizzano voi politici è la presunzione di poter prendere in giro la
gente, trattarla come se fosse cieca o imbecille, darle a bere fandonie, negare
o ignorare le realtà più evidenti. Più visibili, più tangibili, più evidenti.
Ma stavolta no, signor mio. Stavolta Lei non può negare ciò che vedono anche i
bambini. Non può ignorare ciò che ogni giorno, ogni momento, avviene in ogni
città e in ogni villaggio d’Europa. In Italia, in Francia, in Inghilterra, in
Spagna, in Germania, in Olanda, in Danimarca, ovunque si siano stabiliti.
Rilegga quel che ho scritto su Marsiglia, su Granada, su Londra, su Colonia.
Guardi il modo in cui si comportano a Torino, a Milano, a Bologna, a Firenze, a
Roma.
Perbacco, su questo pianeta
nessuno difende la propria identità e rifiuta d’integrarsi come i musulmani.
Nessuno. Perché Maometto la proibisce, l’integrazione. La punisce. Se non lo
sa, dia uno sguardo al Corano. Si trascriva le sure che la proibiscono, che la
puniscono. Intanto gliene riporto un paio. Questa, ad esempio: “Allah non
permette ai suoi fedeli di fare amicizia con gli infedeli. L’amicizia produce
affetto, attrazione spirituale. Inclina verso la morale e il modo di vivere
degli infedeli, e le idee degli infedeli sono contrarie alla Sharia. Conducono
alla perdita dell’indipendenza, dell’egemonia, mirano a sormontarci. E l’Islam
sormonta. Non si fa sormontare”. Oppure questa: “Non siate deboli con il
nemico. Non invitatelo alla pace. Specialmente mentre avete il sopravvento.
Uccidete gli infedeli ovunque si trovino. Assediateli, combatteteli con
qualsiasi sorta di tranelli”.
In parole diverse, secondo il
Corano dovremmo essere noi ad integrarci. Noi ad accettare le loro leggi, le
loro usanze, la loro dannata Sharia. Signor Fini, ma perché come capolista
dell’Ulivo non si presenta Lei?».
New York, gennaio 2004
Trasmesso da Il Legno
Storto Domenica 25 Luglio 2010
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